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Euro ai minimi sul dollaro. Ecco cosa sta succedendo

L'euro è sceso fino a quota 1,0195 contro il biglietto verde, il livello più debole da fine 2002. Da inizio anno il calo è superiore al 9%, con un -6% messo solamente negli ultimi tre mesi.



L'euro è sceso ai minimi degli ultimi 20 anni contro il dollaro, con l'impennata del prezzo del gas che aumenta i timori per una recessione e la prospettiva di un ciclo di aumento dei tassi meno aggressivo da parte della Banca centrale europea (BCE) che non aiuta la valuta comune. L'euro è sceso fino a quota 1,0195 contro il biglietto verde, il livello più debole da fine 2002. Da inizio anno il calo è superiore al 9%, con un -6% messo solamente negli ultimi tre mesi.

La crescita più traballante dell'Eurozona, rispetto agli Stati Uniti, non sta consentendo a Francoforte di alzare i tassi con la stessa decisione della FED. Il fatto che il Vecchio Continente soffra molto di più l'esposizione alle forniture di energia russa alimenta i timori di una recessione, con il costo della vita in aumento per i cittadini e condizioni operative molto più difficili per le imprese. L'indice PMI Composite dell'Eurozona ha indicato che la crescita è rallentata al minimo in 16 mesi, a causa della contrazione della produzione manifatturiera e all'indebolimento del tasso di crescita dell'attività terziaria.

Il dollaro accelera la corsa su tutte le maggiori valute mondiali, i mercati cercano un rifugio dalla recessione che avanza all'orizzonte. La paura più forte oggi è quella di una politica congiunta delle maggiori banche centrali (Fed, Bce in primis, oggi anche la Reserve Bank of Australia) di aumento dei tassi per raffreddare l'inflazione anche a costo di bloccare la crescita economica.

Fra le ragioni che spingono i mercati a vendere la valuta comune, spiega Bloomberg, è "la preoccupazione che la Banca centrale europea potrebbe non essere in grado di aumentare i tassi quanto previsto a causa di una recessione in vista, lasciando l'euro esposto ai differenziali dei tassi di interesse" con il dollaro.


Bloomberg, parità euro-dollaro attesa entro dicembre 2022


L'economia globale sembra piuttosto preoccupata per la possibilità di una recessione e i metalli industriali stanno incassando il peso maggiore del sentiment ribassista, in particolar modo il rame che martedì è crollato a un nuovo minimo degli ultimi 17 mesi a quota 3,51 dollari (-21% in un mese).

Fra le ragioni che stanno spingendo i mercati a vendere l'Europa attraverso il suo mercato più liquido, la valuta, è lo stato di salute della Germania, con l'indice Pmi servizi in calo a giugno a 52,4 (comunque sopra il valore di 50 che separa la crescita dalla contrazione economica) da 55 di maggio 2022 e in linea con le attese degli analisti. La Germania, primo motore d'Europa, ha registrato un deficit commerciale di 1 miliardo a maggio 2022, un fatto che non avveniva dal 1991, causato dal prezzo del gas decuplicato nel giro di un anno. E ora la paura è che la Russia interrompa i flussi verso l'Europa, dopo che ha già iniziato a ridurli nell'ultimo mese mettendo in ginocchio l'economia tedesca e quella dell'Eurozona.

Le ricadute della guerra in Ucraina stanno ostacolando la politica della Bce di alzare i tassi così come ha già iniziato a fare la Fed negli Usa; ma gli Stati Uniti sono indipendenti dal punto di vista energetico, a differenza dell'Europa. Secondo un modello di Bloomberg legato alle opzioni, c'è una probabilità del 60% che l'euro raggiunga la parità rispetto al dollaro entro la fine dell'anno. Le possibilità lunedì erano del 46%.


I mercati scommettono che la Bce alzerà meno i tassi nel 2022

"La parità a questo punto è solo una questione di tempo", ha spiegato Neil Jones, a capo del settore valute di Mizuho. I trader stanno scommettendo che la Bce darà il via al primo rialzo dei tassi degli ultimi dieci anni nella riunione del 21 luglio con un incremento minimo dello 0,25%. La Fed, al contrario, ha già alzato i tassi di 150 punti base (1,5%), con il mercato che ora punta sulla probabilità dell'80% di un incremento di 75 punti base al meeting di luglio.

I desk operativi stanno scommettendo che la Bce alzerà i tassi di 140 punti base quest'anno, in calo da oltre 190 punti base delle attese solo tre settimane fa. Gli investitori sono più cauti sull'euro "anche a causa del cosiddetto rischio di frammentazione", scrive Bloomberg, che interviene quando i titoli di Stato dei Paesi più deboli della zona euro, più indebitati, vedono il proprio debito colpito da ondate di vendite sui mercati. Nel meeting di luglio la Bce dovrebbe presentare uno strumento ad hoc, uno scudo anti-frammentazione a tutela del Btp. Anche se Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, è scettico al riguardo.


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